(di Marco Maffettone) (ANSA) - ROMA, 18 GEN - Per gli inquirenti si tratta di un sistema «labirintico» fatto di nuove società, prestanome e movimento di capitali.
Un sistema di bancarotte pilotate, per evadere il fisco, con a capo tre professionisti romani, un avvocato e due commercialisti, che venivano avvicinati da imprenditori intenzionati a svuotare le proprie aziende per sottrarle alla pretese dei creditori. Molte le società sequestrate compresa quella che gestisce i ristoranti Pastarito-Pizzarito. Sedici le ordinanze di custodia cautelare (7 in carcere, 6 ai domiciliari e 3 obblighi di firma) firmate dal gip Sandro di Lorenzo nell'ambito dell'operazione condotta dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Roma che ha colpito una organizzazione specializzata in fallimenti societaria. A svolgere il ruolo di organizzatori tecnici della frode erano tre professionisti romani: l'avvocato Andrea Badanai e i commercialisti Riccardo Modiano e Michele Benincasa Stagni.
Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta patrimoniale e documentale ed alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Nello Rossi e condotte dal sostituto Stefano Rocco Fava, hanno portato un complesso sistema che puntava a «plurime trasformazioni societarie», continui cambi di denominazione sociale, cessioni di rami d'azienda attraverso il ricorso a un gruppo di prestanome. Tra le societ… sequestrate la Adm 2011 Srl proprietaria del marchio «Diunamai», anch'esso sequestrato, azienda leader nel settore dello shopping online di prodotti hi-tech, nonch‚ la societ… Pastarito Srl che gestisce, anche in franchising, la catena «Pastarito-Pizzarito», con molti ristoranti nel Lazio, Lombardia e all'estero. Circa 50 milioni di euro il valore dei beni fraudolentemente distratti dalle casse delle società condotte in fallimento, mentre ammonta a circa 10 milioni di euro il monte debiti accertato di cui 5 milioni verso l'erario e 700 mila verso gli enti previdenziali. L'indagine delle Fiamme Gialle ha preso avvio dalle dichiarazioni fornite da Franco Carlos Salerno, in carcere per episodi di bancarotta, uno dei prestanome utilizzato dall'organizzazione e risultato amministratore di oltre 100 società.
Dalle sue dichiarazioni gli inquirenti hanno ricostruito l'attività dei tre professionisti romani che venivano avvicinati da imprenditori, tra cui anche Giancarlo Vigo (agli arresti domiciliari), fondatore della Pastarito Srl, intenzionati a svuotare le proprie aziende per sottrarle alla pretese dei creditori. Le forze dell'ordine hanno, inoltre, sequestrato le quote societarie di due ristoranti Pastarito a Roma, in via Emanuele Filiberto e in via Cola di Rienzo. Nell'ordinanza firmata dal gip Sandro Di Lorenzo vengono riportate alcune intercettazioni da cui emerge come gli indagati fossero consapevoli dell'attività illecita.
«'Se io sto a fa 'na cosa pè fatte pija tutti sti cosi... un domani chiama qualcuno... dice ma chi li ha presi tutti 'sti...» soldi, dice il liquidatore Alessandro Bonanni a Roberto Di Pietro. Il primo «su direttive impartite» dall'avvocato Andrea Badanai «per il tramite» dell'altro «ha distratto ingenti somme di denaro in favore di Carla Bigelli e Walter Dezi», per cui sono stati disposti i domiciliari. Della consapevolezza che quanto si stava mettendo in atto fosse contrario alle norme Š osservato anche in una conversazione del 17 gennaio 2008, tra Dezi e Di Pietro. «Domani un curatore ci fa un c... cos».


